17/05/2018

Conferenza della Prof.ssa Gabriella Albanese

L’ultimo triennio della vita di Dante, la produzione poetica bilingue ravennate e i nuovi documenti sulle Egloghe. Il nostro socio Vitaliano Bonaccorsi nominato Socio Onorario. La Dott.ssa Angela Gioa e l’Ing Alessandro Iadaresta entrano nel nostro Club

17 maggio 2018 / Annata 2017-2018

Conferenza della Prof.ssa Gabriella Albanese: L’ultimo triennio della vita di Dante e la produzione poetica bilingue ravennate. I nuovi documenti sulle Egloghe e sui protagonisti della favola pastorale; la Mostra a Ravenna sul cenacolo, la morte e la sepoltura di Dante.

Il nostro socio storico Per. Ind. Vitaliano Bonaccorsi nominato, fra la commozione e gli applausi di tutti noi, Socio Onorario. La Dott.ssa Angela Gioa spillata come nuova socia; l’Ing Alessandro Iadaresta entra nel nostro Club per trasferimento dal Rotary Club Livorno. La Presidente offre la Medaglia del Club al Personale dell’Hotel Duomo.

La Conferenza della Prof.ssa Gabriella Albanese

La conferenza illustra la biografia e la produzione poetica di Dante nell’ultimo triennio della sua vita, trascorso a Ravenna, l’estremo rifugio del suo lungo e tormentato esilio, dove approdò come ospite di Guido Novello da Polenta nell’autunno 1319 all’età di 54 anni, rimanendovi fino alla morte, nel settembre 1321, e ricevendovi sepoltura. Evidenzia l’importanza capitale della produzione ravennate, frutto della piena maturità poetica di Dante, con la conclusione del Paradiso e la nuova svolta della poesia pastorale delle Egloge, che sono al contempo l’ultima opera di Dante e la sua prima e unica prova di poesia latina, di alto valore autobiografico e sede di riflessione metaletteraria del Dante autocritico anche sulla propria rivoluzionaria Commedia ormai finita.

Le Egloge, pubblicate dalla relatrice con traduzione italiana e commento nella Collana “I Meridiani” Mondadori, sono state oggetto di una nuova lettura come testamento spirituale e letterario di Dante, che tocca i problemi centrali della letteratura bilingue trecentesca, come il valore del volgare a confronto con il latino e il mito della laurea poetica, e fonda la poesia pastorale moderna, subito accolta da Boccaccio e Petrarca, che con l’Arcadia di Sannazaro diviene lo statuto letterario più diffuso e duraturo di tutta l’Europa moderna e una delle forme più fortunate della letteratura utopica.

Si illustra il Portale web dell’Ateneo di Pisa dedicato a Dante online e gli archivi digitali (DanteSearch, Dante Medieval Archive, e DanteSources) che offrono il corpus di tutte le opere dantesche italiane e latine, con marcatura grammaticale e sintattica, e le relative fonti. Si espongono le nuove scoperte di manoscritti e documenti di archivio che la relatrice ha fatto nell’ambito di sistematiche campagne di ricerca autoptiche condotte nelle biblioteche e negli archivi bolognesi e ravennati, finalizzate alla edizione critica nazionale delle Egloge, di cui è affidataria, e alla Mostra documentaria e pittorica sul cenacolo ravennate dantesco, che sta organizzando con la propria équipe presso la Biblioteca Classense di Ravenna sotto l’egida della Società Dantesca Italiana, nell’ambito delle manifestazioni che si avviano a celebrare nel 2021 il Settimo centenario della morte di Dante.

Mostra punta per la prima volta a illustrare uno spaccato storico e biografico dantesco ancora poco conosciuto, la Ravenna del tempo di Dante e la cerchia di amici e poeti costituitasi intorno a lui nel suo ‘ultimo rifugio’: medici-filosofi e notai-poeti esponenti dell’élite professionale locale e membri di alcuni dei clan familiari ravennati più influenti, come Fiduccio de’ Milotti, imparentato con i Da Polenta e i Da Palazzo, Menghino Mezzani e Pietro Giardini, che furono i notai più in vista della città, e il maestro dello Studio di Bologna Giovanni del Virgilio, corrispondente delle Egloghe, nella quali Dante inserì in veste di pastori i suoi ultimi amici amatissimi e fidati, oggi ben identificabili storicamente.

Anche a Ravenna, come a Bologna, è possibile individuare l’esistenza di un culto dantesco nell’ambito del ceto notarile. Il percorso espositivo di questa Mostra sarà articolato fra testimonianze documentarie provenienti da serie archivistiche pochissimo consultate in passato, come i Protocolli Notarili e i Memoriali del Comune di Ravenna, e testimonianze pittoriche sul soggiorno e la morte di Dante a Ravenna, come gli splendidi dipinti ottocenteschi di Giovanni Mochi, di Andrea Pierini e di Eugenio Moretti Larese, di particolare tono espressivo, tipico della pittura narrativa risorgimentale italiana, patriottica e preunitaria.

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