03/05/2018

Conferenza della socia Prof.ssa Maurizia Rossana Brunetto, Direttore dell’UO Epatologia dell’Ospedale di Cisanello, sul virus dell'epatite B

Dalla clinica al laboratorio inseguendo un virus enigmatico e biologicamente molto evoluto

3 maggio 2018 / Annata 2017-2018

Un terzo della popolazione mondiale è stata infettata dal virus dell'epatite B (HBV) e circa 240 milioni di persone hanno un'infezione cronica che si associata, nel 40% dei casi, a malattia di fegato con rischio di evoluzione in cirrosi e tumore di fegato.

Fortunatamente oggi sono disponibili terapie molto efficaci in grado di bloccare la progressione della malattia, grazie all'inibizione della replicazione virale. L'HBV, però, a differenza del virus dell'epatite C non può essere eliminato completamente dall'organismo, in quanto crea nel nucleo della cellula una sua riserva genetica (minicromosoma) che lo fa persistere, talora in forma latente anche nelle persone che perdono gli indicatori di infezione attiva.

HBV è un virus estremamente duttile in grado di modificarsi in funzione delle sue interazioni con l'ospite: lo studio di questa variabilità virale ha contribuito a meglio comprendere l'infezione, la malattia e a individuare strategie per la cura. Nonostante l'elevata complessità dell'infezione da HCV, da oltre 30 anni si dispone di un'arma estremamente efficace per contrastare l'infezione è il vaccino. La vaccinazione anti HBV intrapresa in Italia sin dalla metà degli anni '80 e, dagli anni '90, estesa a tutti i neonati/bambini ha abbattuto la prevalenza dell'infezione dal 2-5% allo 0.8%, con ricadute di salute pubblica enormi.

L'epidemiologia mondiale dell'infezione da HBV sta cambiando grazie al programma di vaccinazione universale dei bambini lanciato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO). L'obiettivo è quello di vaccinare alla nascita tutti i bimbi per abbattere del 90% i nuovi casi di infezione entro il 2030. Purtroppo, rimangono grossi ostacoli soprattutto nell'Africa subsahariana, dove sarebbe necessario sviluppare progetti mirati, come è stato fatto in passato per altre patologie infettive.

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