06/12/2018

Conferenza del Prof. Pietro Ferrara, docente di Pediatria presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e il Campus Bio-Medico di Roma: Illuminiamo l’ombra: il maltrattamento nascosto e le sue nuove forme

La distinzione delle diverse forme di abuso non è mai così netta da essere utile ai fini della comprensione delle conseguenze psicologiche sul bambino, tanto che attualmente si parla di esperienze avverse vissute nell'infanzia

6 dicembre 2018 / Annata 2018-2019

Secondo il Child Abuse Prevention and Treatment Act (CAPTA) con il termine “abuso e abbandono di bambini” si intende qualsiasi azione recente o mancanza di azione da parte di un genitore o di chi ne fa le veci, che portino alla morte, a seri danni fisici o psicologici, ad un abuso o sfruttamento sessuale, o un'azione (o mancanza di azione) che presenti un imminente rischio di danni gravi.

La distinzione delle diverse forme di abuso non è mai così netta da consentirne una differenziazione utile ai fini della comprensione delle specifiche conseguenze psicologiche sul bambino, tanto che negli ultimi anni si parla più correttamente di esperienze avverse vissute nell'infanzia, per la possibilità che diverse fattispecie di abuso possano verificarsi contemporaneamente.

In questi ultimi anni, con il progressivo cambiamento dell'assetto socio-culturale, stanno emergendo nuove forme di abusi e maltrattamenti su cui è importante porre attenzione.
Una di queste è la violenza di genere, intendendo tutte quelle forme di violenza da quella psicologica e fisica a quella sessuale, dagli atti persecutori del cosiddetto stalking allo stupro, fino al femminicidio, che riguardano un vasto numero di persone discriminate in base al sesso. In particolare, a causa delle morti per femminicidio, i bambini si trovano a dover affrontare non solo la perdita della figura materna, ma anche l'allontanamento dal padre, che ne è spesso il carnefice.

La violenza assistita sulle persone di minore età è una forma di violenza domestica che si realizza nel caso in cui il minore è obbligato, suo malgrado, ad assistere a ripetute scene di violenza sia fisica che verbale tra i genitori o, comunque, tra soggetti a lui legati affettivamente. La violenza assistita è una vera e propria forma di maltrattamento psicologico, frequentemente sottovalutato, che comporta importanti conseguenze sul piano emotivo, cognitivo, fisico e relazionale.

I bambini in affido sono una categoria altrettanto delicata da salvaguardare. Gli studi sul loro stato di salute rivelano una stretta relazione tra il tipo di assistenza sanitaria di cui necessitano ed il motivo dell’affidamento a terzi (abbandono, povertà, abuso sessuale, consumo di droghe da parte dei genitori biologici, psicopatologia dei genitori e disgregazione del nucleo familiare). L’esperienza di abbandono subìta è vissuta in maniera singolare da ciascun bambino ed influisce notevolmente sul suo stato di salute dal punto di vista fisico, sociale e mentale. Effettivamente i bambini che vivono per lunghi periodi o temporaneamente in strutture come case famiglia sono costantemente sottoposti a cambiamenti di ambiente e abitudini. Si tratta di una categoria di bambini bisognosi di attenzione e fragili sotto il profilo neuropsichiatrico. Nonostante l’esistenza di servizi che rispondano alle necessità di questi bambini, non sempre gli interventi risultano sufficienti o adeguati ai loro bisogni.

Milioni di bambini ogni anno sono esposti nel mondo ad esperienze traumatiche di catastrofi sia direttamente sia attraverso gli effetti indiretti sulla famiglia e sulla società in cui vivono. I bambini sono particolarmente vulnerabili in quanto incapaci di comprendere appieno e processare le informazioni che acquisiscono. Ciò comporta l'affidamento da parte del bambino al caregiver nel chiedere spiegazioni e aiuto per affrontare le notizie stressanti. Questi bambini sperimentano conseguenze a lungo termine, quali disordine post-traumatico da stress (PTSD), depressione, ansia, e altri problemi comportamentali come l’abuso di sostanze e ideazioni suicidarie.

Una forma di abbandono sempre crescente riguarda i casi di bambini abbandonati in ospedale o altro luogo pubblico che può esitare, talvolta, in infanticidio. In molti Paesi, al fine di ridurre le conseguenze negative collegate a questo fenomeno, sono stati istituiti “luoghi sicuri” in cui i genitori possono “lasciare” i propri bambini con la certezza di non mettere in pericolo la salute dei piccoli.

Infine, un'altra categoria di bambini a rischio è quella dei figli delle “nuove tipologie” di famiglia: con il progredire della società, sono emerse, inevitabilmente, nuove configurazioni familiari. Queste ultime sono il frutto di diversi fattori, quali alto tasso di separazioni e divorzi spesso conflittuali, convivenze, omogenitorialità. La salute psicologica di questi bambini dipende sia dal rapporto con il/i genitore/i, che dal contesto socio-culturale in cui essi vivono. Gli studi eseguiti fino ad ora allo scopo di valutare le possibili conseguenze di tali situazioni sul bambino, sebbene presentino molte limitazioni, sottolineano il fatto che il benessere del bambino dipenda soprattutto dalle competenze e dal senso di sicurezza dei genitori, nonché dall'apertura alla diversità del contesto sociale in cui vivono, mentre poca importanza riveste il genere o l'orientamento sessuale del genitore. Il dibattito, comunque, sulle condizioni dei figli delle nuove tipologie di famiglia, è ancora aperto.

pietroferrara