15/11/2018

Dott. Cosimo Bracci Torsi, Presidente della Fondazione Palazzo Blu: Il Palazzo BLU come moderno strumento per l'arricchimento dell'offerta culturale della città

Abitato dai Conti Giuli Rosselmini Gualandi fino agli anni Settanta del Novecento, il Palazzo BLU, gestito oggi dalla omonima Fondazione, è centro di esposizioni permanenti e temporanee e di molteplici attività culturali

15 novembre 2018 / Annata 2018-2019

Il palazzo BLU oggi

Terminato alla fine del 2008, il restauro del Palazzo  Giuli Rosselmini Gualandi), la Fondazione Pisa lo aprì al pubblico il affidandone poi la gestione dal 2011, alla omonima Fondazione.

E’ nato così Palazzo Blu, un nuovo centro di iniziative culturali con lo scopo di arricchire, in questo campo, l’offerta di Pisa ai suoi abitanti ed ai suoi visitatori. Rivolgendosi ad un pubblico ampio, la Fondazione ha voluto porsi, quanto più possibile, dalla parte dei suoi utenti, adattando alla situazione locale le buone procedure di gestione museale in uso nelle maggiori istituzioni di questo tipo e utilizzando nelle sue iniziative linguaggi e allestimenti scientificamente corretti ma gradevoli e comprensibili anche per un pubblico non specialistico.

Il palazzo è attualmente articolato nei tre settori, indipendenti ma integrati, di esposizione permanente della Collezione della Fondazione Pisa, esposizioni temporanee e auditorium.

La collezione della Fondazione Pisa comprende importanti opere d’arte e testimonianze collegate alla storia ed alla cultura del nostro territorio per autore, tema o committente. Essa è inserita nell’arredo d’epoca dei saloni del primo piano, dove ricrea l’ambiente signorile ottocentesco proprio del palazzo, mentre le opere maggiori e più antiche, sono esposte al secondo piano, con un allestimento di tipo museale. Nel sottosuolo in fine, “le Fondamenta” illustrano attraverso reperti provenienti dagli scavi, la lunga storia del sito. Il museo, che ha quindi un forte valore identitario per la nostra comunità, organizza spesso mostre che illustrano nuovi acquisti e donazioni, approfondiscono la conoscenza di un autore o di un opera o ricordano, grazie anche ad un ricco archivio fotografico, avvenimenti e periodi della vita e della storia cittadina.

La disposizione di spazi espositivi che mancavano alla città, ha permesso a Palazzo Blu d’integrarne e arricchirne l’offerta culturale con esposizioni temporanee, che si rivolgono anch’esse ad un pubblico ampio, in particolare giovane, con un programma articolato, nel corso dell’anno, su tre mostre principali, in autunno, in primavera ed in estate.

In autunno è stato sviluppato un programma del tutto nuovo per Pisa, basato sulla grande pittura del 900, che ha portato in città le maggiori personalità del periodo da Chagal a Kandinsky, da Modigliani a Warhol. Con la collaborazione di grandi istituzioni internazionali, come le Fondazione Warhol e la “Gala e Salvador Dalì”, il Museo di Stato di Sanpietroburgo e il Centre Pompidou, oltre che di validi curatori, è stato possibile realizzare esposizioni di elevato valore culturale e grande successo di pubblico, che hanno illustrato aspetti e momenti particolari dell’opera e della vita di questi grandi artisti.

Alla mostra autunnale si è affiancata da alcuni anni, grazie alla collaborazione con il Pisa Book Festival, una piccola esposizione dedicata ai bambini, che presenta opere di un noto illustratore di libri per l’infanzia proveniente dal paese straniero ospite del Festival, e che si è aggiunta all’intensa attività che Palazzo Blu dedica alla scuola, ai bambini ed alle famiglie.

Le mostre primaverili, spesso realizzate con la collaborazione di importanti istituzioni pisane e non, hanno trattato argomenti diversi di storia e di scienza, come, “I segni della Guerra”, che nel 2015 ha ricordato come Pisa abbia vissuto la Grande Guerra, “Tirrenia, Città del cinema”, “Balle di scienza” o “Il viaggio di Marco Polo”, che ha iniziato una collaborazione con National Geographic.

In estate, nelle salette del secondo piano, sono giunte alla quarta edizione le esposizioni, in collaborazione con la Scuola Normale Superiore, dedicate a grafici ed illustratori di libri, come Palladino, Innocenti, Campeggi e Mattotti.

L’Auditorium, a disposizione della città per conferenze e convegni, ha sviluppato anche una sua autonoma ed intensa attività culturale, contribuendo al successo del Palazzo, con incontri dedicati ad approfondire i temi ed ampliare l’orizzonte delle mostre in corso, o ad argomenti storici, scientifici e di attualità.

Per favorire infine, l’abitudine di trascorrere la domenica al Museo, nella mattina del dì di festa sono stati organizzati incontri musicali e letterari. Nei primi, in forma di lezione concerto s’illustrano un tema, una forma o un periodo di storia della musica; nei secondi sono trattate, con il medesimo formato, opere di alcune grandi figure della letteratura italiana. Queste iniziative, insieme al ciclo “Opera a palazzo”, che ha presentato famose opere liriche in formato “da camera”, hanno riscosso un vivissimo successo.

La media di oltre centoventimila visitatori all’anno, raggiunta da Palazzo Blu a dieci anni dall’inaugurazione, conferma l’apprezzamento da parte del pubblico per la sua attività, un’attività in fine che, nonostante la modestia del suo organico dipendente (cinque unità a tempo pieno o parziale), apporta alla città un contributo non irrilevante di indotto economico ed alcune miglia di giornate di lavoro in outsourcing.

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