27/02/2014

Caminetto del 27 febbraio 2014

Riunione non conviviale del 27 febbraio 2014

27 febbraio 2014 / Annata 2013-2014

Conversazione del Socio Federico Papineschi: "Cellule staminali nella medicina rigenerativa e rischi e pericoli di alcune terapie "innovative"

In due precedenti caminetti si è parlato delle cellule staminali nei trapianti in ematologia e delle problematiche legate alla  conservazione o donazione del cordone ombelicale.Oggi vedremo altri aspetti dell’uso terapeutico di queste cellule.Ricordo che   “ Stamen-minis  stame, filo”, l  cellule staminali (SC) sono  cellule altamente immature capaci di autorinnovarsi e di differenziarsi.Le SC adulte non sollevano problemi di natura etica. Sono facilmente ottenibili, posseggono una minor capacità espansiva “in vitro” rispetto alle SC embrionali, sono multipotenti , facilmente applicabili dal punto di vista clinico.Oggi esistono laboratori di terapia cellulare identificate con il nome Camera Bianca, un particolare laboratorio, una vera e propria “fabbrica” di cellule staminali e prodotti cellulari a scopo terapeutico. Una “fabbrica” che consente di “lavorare” le cellule staminali da impiegare nel trapianto di midollo per la cura di leucemie e tumori, nella medicina ricostruttiva per riprodurre tessuto osseo- cartilagineo, adiposo e nervoso, nelle terapie delle malattie metaboliche e neurologiche e nelle terapie di gravi malattie auto immuni.Vi sono però notevoli limitazioni, al di là di problemi etici e “carenza” legislativa perché queste strutture sono assai costose ,disponibili solo in alcune grandi industrie farmaceutiche . La terapia rigenerativa sta iniziando a riparare danni  strutturali in malattie cardiache, in chirurgia plastica , maxillofacciale, ortopedia  e ci sono le premesse per, in un futuro forse non troppo lontano, curare  la  M Parkinson e la M di Alzheimer . I rischi di queste nuove metodiche sono quelli   di applicazioni non ortodosse.Nel 2013 per citare un esempio clamoroso, il metodo Stamina giunge sotto i riflettori dei media in seguito ad un servizio del programma televisivo Le Iene, che ne mostra l'utilizzo su alcuni bambini affetti da diverse malattie neuro-degenerative .Le infusioni di staminali  prodotte con quel metodo avrebbero generato significativi miglioramenti nello stato di questa malattia, e suggeriva , senza alcuna evidenza scientifica, di poter  modificarne il decorso fatale.  Ben diverso  è l’iter  normale per proporre nuove terapie(comunicazioni e pubblicazioni scientifiche controllate).Il metodo Stamina  è  stata oggetto di valutazione di una commissione ministeriale che ben presto ha evidenziato gravi carenze .Inchieste ed avvisi di garanzia hanno posto fin alla sperimentazione anche se una recentissima ordinanza del TAR del Lazio ha proposto un ulteriore approfondimento.

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