20/02/2014

Conviviale del 20 febbraio 2014

Sedicesima conviviale dell'annata 2013-2014

20 febbraio 2014 / Annata 2013-2014

Relazione del Drg. Rocco Donato Damone: ‘’La riorganizzazione del sistema sanitario toscano secondo la dgrt n. 1235/2012’’                                                                       

 

Da La Nazione di sabato 22 febbraio 2014

La riorganizzazione del sistema sanitario pisano, gli scena­ri della sanità sul territorio, le criticità esistenti e le prospettive fu­ture. Di questo e molto altro si è di­scusso giovedì sera, nella cornice dell'Hotel Duomo, durante l’incon­tro conviviale del Rotary Club Pisa Galilei. Relatore d'eccezione Rocco Damone, direttore dell'Usi 5 di Pi­sa, riconfermato in settimana per al­tri tre anni. Damone è stato accolto dal presidente del service Luigi Murri nell'ambito di una interessante e partecipata serata, cui ha preso parte anche Giuseppe Cecchi, direttore della Società della Sa­lute. Nella sua relazione, Damone ha toccato i punti cardine della rior­ganizzazione della salute in Toscana con un focus particolare sulla provincia di Pisa, ponendo partico­lare attenzione sul miglioramento del processo produttivo ospedalie­ro e sulla nuova e più articolata funzione dei medici di famiglia. «La si­tuazione economica del Paese è ben nota», ha esordito il direttore dell'Usl. «Ma se a livello sociale si sta vivendo da poco tempo, in sani­tà la crisi è iniziata da diversi anni, per la riduzione del fondo sanitario cui abbiamo dovuto fare fronte. Il ministro Tremonti prima e il go­verno Monti poi hanno ridotto le ri­sorse per la salute pubblica, dun­que abbiamo dovuta ripensare la sa­nità territoriale migliorandone la performance». Damone ha ribadi­to il concetto di territorio-ospedale-residenzialità. I posti letto non sono più quelli di un tempo, per­ché le tecniche chirurgiche sono migliorate: a Pisa siamo passati a tre posti letto ogni mille abitanti. Va detto che abbiamo tagliato quel­li che rimanevano vuoti. Ma affin­chè l'ospedale funzioni, bisogna che funzioni il territorio. E per fare funzionare il territorio bisogna svi­luppare la territorialità. Nelle Rsa di Pisa abbiamo 770 letti e i costi, nei cosiddetti ospedali di comunità, oscillano tra i 130 e i 160 euro al giorno. Un posto letto in ospedale invece costa tra i 500 e i 600 euro al giorno».

Ma come fare per ridurre l'inci­denza ospedaliera? Il direttore dell'Usi 5 non ha dubbi: «Da un lato si deve investire sugli stili di vita. Lo si fa sulle giovani genera­zioni e l'obiettivo dichiarato è consumare meno i bilanci sanitari. L'altro elemento è quello di ge­stire le malattie croniche, valoriz­zando al massimo la figura degli infermieri che oggi hanno una preparazione importante. Nei pri­mi due anni a Pisa abbiamo assi­stito a una diminuzione dell'inci­denza del 20 x 1000 abitanti. Ridurre questi costi ci permette di investire altrove». Poi c'è il punto cruciale del medico di famiglia. Con questi professionisti l'Usl 5 sta portando avanti un lavoro di sensibilizzazione e informazione che deve essere ancora incremen­tato e strutturato, «Il medico di fa­miglia - afferma Damone - è l'ele­mento chiave di questo processo. Ha infetti molte responsabilità in più. Il rapporto con il medico di famiglia, per il ruolo dì conoscen­za del paziente e di collegamento con i presidi sanitari, dev'essere dunque implementato. Quando si parla di Casa della Salute, in molti storcono il naso. Ma l'ospedale non può più fare il primo li­vello di assistenza: non può fare l'elettrocardiogramma o misurare la pressione tanto per intenderci. Il nostro ospedale è un'eccellenza europea e all'Europa deve guarda­re. Dunque deve essere sfruttato per il secondo e il terzo livello di assistenza». Infine uno sguardo al­le professionalità: «Mancano gli specialisti. Anche per questo è in­dispensabile enfatizzare il lavoro degli infermieri e cambiare i pro­cessi produttivi. Soprattutto sarà indispensabile riattivare un ragio­namento con l'università. Altri­menti come possiamo guardare al futuro?.

 

 

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